Come cambia la professione di bagnino di salvataggio ai tempi del Coronavirus

Pubblicato : 27/05/2020 18:57:01
Categorie : News

Come cambia la professione di bagnino di salvataggio ai tempi del Coronavirus

Fu nel 1918 che il Ministero dei Trasporti Marittimi e Ferroviari impose alla Capitanerie di Porto di fare obbligo a tutto il personale addetto agli stabilimenti balneari di comprovare l’idoneità nel nuoto, nella pratica del primo soccorso e della respirazione artificiale.

 

Le Capitanerie si adeguarono e, dopo un propedeutico corso ed un esame di idoneità, rilasciava un brevetto di “Soccorritore di spiaggia”, antesignano del Bagnino di Salvataggio.

Dal 1930 fu obbligatorio in tutti gli stabilimenti balneari l’introduzione del Bagnino di Salvataggio.

Ma cosa deve essere in grado di fare un bagnino? 

Fra le sue competenze troviamo quelle di:

  •        organizzare e gestire l’emergenza balneare;
  •        operare per la tutela dell’ambiente nell’attività balneare;
  •        prevenire, promuovere, valorizzare, educare in tema di sicurezza balneare;

gestire i rapporti con le Capitanerie di Porto e le altre Associazioni in termini di sicurezza.

 

Il Bagnino di Salvataggio è, quindi, un professionista del soccorso altamente specializzato che ha superato un corso di formazione della Società Nazionale Salvamento e lo abilitano alla gestione delle emergenze balneari.

 

Deve, pertanto saper comunicare, coordinare e gestire i rapporti con i bagnanti oltre a sapere applicare le tecniche di soccorso in acqua (mari, laghi, fiumi e piscine) ed essere a conoscenza delle norme comportamentali vigenti.

 

In questi momenti di emergenza sanitaria deve, inoltre, essere aggiornato sui Decreti Ministeriali e le normative vigenti per la sicurezza e tutte le nuove regole per l’accesso in spiaggia e il distanziamento sociale.

 

 

Qui di seguito alcune indicazioni contenute nel Protocollo condiviso sulla gestione della sicurezza delle aree balneari

Il periodo di lockdown ha sicuramente determinato in molte persone un detraining con ripercussioni sull’efficienza funzionale dell’organismo. Si consiglia perciò un training ricondizionante con allenamenti contenenti esercizi posturali, stretching, tono muscolare, attività di resistenza e capacità aerobica per il tempo necessario a riprendere la piena funzionalità e capacità necessaria per svolgere in sicurezza l’attività natatoria e di voga per il salvamento. In accordo con le raccomandazioni del Ministero della Salute per la ripresa dell’attività fisica post-COVID-19 da parte di tutta la popolazione che non pratica sport agonistico.

Le nuove corrette misure da adottare sono:

–   lavarsi le mani con sapone o prodotti igienizzanti frequentemente per almeno 40 secondi

–   evitare di toccarsi occhi, naso e bocca

–   mantenere le distanze da altre persone.

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI

Mascherine

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia di utilizzare le mascherine se si tossisce, starnutisce o se si presta assistenza a persone malate. Tuttavia, è opportuno richiedere che tutti all’interno delle aree comuni dello stabilimento balneare e a meno di un metro di distanza interpersonale indossino una mascherina. In ogni caso bisogna seguire le indicazioni più recenti delle autorità locali a riguardo. Indossare mascherine è di particolare importanza per i bagnini di salvataggio e tutto il personale che passa più tempo a contatto con i clienti e maneggia di frequente oggetti e attrezzature presenti nell’area di balneazione.

Le mascherine chirurgiche riducono la possibilità che una persona infetta sparga goccioline, ma non proteggono la persona che le indossa. Le mascherine filtranti FFP2, KN95 e FFP3 sono veri dispositivi di protezione individuale e, se perfettamente aderenti, proteggono sia gli altri che chi le indossa perché bloccano fino al 99% delle particelle infette.

Attenzione: alcune mascherine FFP2, KN95 e FFP3 hanno una valvola visibile, che non è un filtro ma facilita l’espirazione. Proteggono solo chi le indossa, ma non le altre persone e l’ambiente circostante. Vengono usate solo in ambito sanitario ed il loro uso nello stabilimento balneare è quindi sconsigliato.

 

Prima di indossare la mascherina, occorre igienizzare le mani. La mascherina non va toccata mentre la si indossa, va rimossa dal retro e alla fine va gettata in appositi contenitori chiusi e smaltita come rifiuto indifferenziato secondo le indicazioni localmente vigenti.

 

Guanti

I guanti monouso determinano una protezione delle mani di chi li indossa ma non dell’ambiente circostante o di altre persone. Sono consigliati per maneggiare attrezzature e diventa pertanto importante, prima di usarli, verificarne l’integrità e disinfettarli regolarmente mentre li si indossa. Terminato l’uso, vanno rimossi e gettati in appositi contenitori chiusi, evitando che la pelle venga a contatto con la parte esterna del guanto.

 

DISTANZIAMENTO

Il distanziamento tra le persone in tutte le aree comuni dell’area di balneazione è fondamentale e deve essere di almeno 1 metro indossando la mascherina, oltre i 2 metri senza mascherina salvo diverse disposizioni nazionali, regionali e/o locali.

Tutto il personale dello stabilimento balneare dovrà essere dotato di DPI seguendo le norme per la sicurezza sul posto di lavoro.

Il briefing sulla sicurezza dell’area di balneazione sarà svolto quotidianamente da tutto il personale dello stabilimento in un luogo ampiamente areato rispettando il distanziamento.

 

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